Cenni di Analisi Transazionale

L’Analisi Transazionale comporta diversi aspetti. In primo luogo è una filosofia, una concezione dell’uomo. In secondo luogo, è una teoria dello sviluppo della persona, del suo funzionamento intrapsichico e dei suoi comportamenti interpersonali. Infine è un sistema in espansione di tecniche interconnesse, finalizzate ad aiutare le persone e a capire e a cambiare i loro sentimenti e i loro comportamenti.

(tratto da Woollams e Brown, 2003)

Eric Berne

                                                                    

Il fondatore dell’Analisi Transazionale (A.T.) Eric Berne, nacque a Montreal nel 1910 da padre medico e da madre scrittrice. Si laureò in medicina nel 1935, subito dopo si trasferì negli Stati Uniti dove iniziò l’internato psichiatrico presso la Facoltà di Medicina dell’Università di Yale.

La nascita ufficiale dell’Analisi Transazionale risale alla pubblicazione nel 1957 di “ Ego States  in Psycotherapy”, all’interno del quale sono definiti i concetti di Stati dell’Io e dell’analisi Strutturale.

L’analisi transazionale ha attraversato diverse fasi storiche che hanno contribuito a renderla più complessa e articolata.

Nella prima fase Berne si concentrò su quei cambiamenti che avvengono in un individuo posto di fronte ad uno stimolo: espressione del viso, intonazione delle parole, postura, gesti, strutturazione delle frasi e altre caratteristiche osservabili. In questo modo si accorse che ogni persona poteva esprimersi attraverso svariate forme di sé e che ognuno di queste, a seconda delle situazioni, prendeva il sopravvento nella personalità dell’individuo: le persone a volte si comportavano da Bambino, altre volte da Adulto, altre volte ancora da Genitore. A queste diverse modalità di manifestare se stessi, ovvero vere e proprie strutture di personalità, egli diede il nome di Stati dell’Io.

Secondo l’A.T. la personalità si può suddividere in tre parti, denominate stati dell’Io: Genitore (G), Adulto (A), Bambino (B).
Lo stato dell’Io è definito da Berne come “un sistema di sentimenti accompagnati da un relativo insieme di tipi di comportamento”, di conseguenza osservando il comportamento della persona che agisce possiamo individuare lo stato dell’Io che ha generato tali atteggiamenti.

Stati dell’Io

Sono un insieme di sentimenti, pensieri e modelli di comportamento.

In un secondo momento Berne si focalizzò sulle transazioni intese come unità di comunicazione, di scambio reciproco tra due o più persone. L’A.T. è una teoria psicologica che pone molta attenzione a ciò che le persone fanno quando comunicano; l’idea base è che le persone possono comunicare in molti modi diversi a seconda degli Stati dell’Io che utilizzano.

Le transazioni sono intese come scambi comunicativi tra due persone, nello specifico esse sono scambi di uno stimolo e di una risposta fra gli Stati dell’Io delle persone coinvolte.

Berne osservò che le transazioni potevano avere lo scopo di manipolare gli altri, se utilizzate all’interno di giochi psicologici.

“Il gioco psicologico è una serie di transazioni complementari ulteriori rivolte ad un risultato ben definito e prevedibile” (Berne, 1964). Il risultato del gioco è definito tornaconto e consiste nello sperimentare uno stato d’animo spiacevole da parte di entrambi i giocatori, con associato un pensiero negativo su se stessi, sugli altri e sul mondo.

Nella terza fase Berne, osservando le persone, i loro Stati dell’Io, le transazioni e i giochi psicologici, notò come il loro comportamento spesso sembra seguire modalità ripetitive e pre-ordinate proprio come avviene per un attore che sta recitando un copione sopra un palcoscenico.
Queste modalità di comportamento fanno sì che le persone continuino a ripetere esperienze spiacevoli nella loro vita, come se si trattasse di finali già scritti del proprio copione.

Berne nel libro “Ciao e Poi” (1972) definisce il copione come: “un piano di vita basato su una decisione presa nell’infanzia, rinforzata dai genitori, giustificata dagli eventi successivi e culminante in una scelta decisiva”. Il copione è un piano di vita personale che un individuo decide da piccolo, in base alla sua interpretazione degli eventi, esterni ed interni, dei messaggi ricevuti dai genitori e che viene sostenuto da decisioni successive. Il bambino, a partire dai messaggi che riceve dalle proprie figure genitoriali, prende le “decisioni”  che andranno a costituire il suo personale “copione” di vita.
Il copione di ogni persona si compone di “decisioni” su di sé (sono sbagliato, sono in gamba, etc.), sugli altri (persecutori, accoglienti, etc.), sul mondo (è un luogo pericoloso oppure sicuro).
Queste decisioni prese da bambini sono state delle ottime strategie per adattarsi all’ambiente circostante. Nel momento attuale costituiscono caratteristiche di rigidità di comportamento, di pensiero e di emozioni e per tale ragione diventano disfunzionali.  Tuttavia il  “copione” può essere modificato. Il primo passo per fare questo consiste nell’esplorarsi e riflettere su di sé al fine di comprendere il proprio “copione” e le “decisioni” che lo costituiscono. Il passo successivo è quello di scegliere di interrompere le modalità copionali automatiche. Inoltre è necessario affrontare le difficoltà che derivano dal cercare di interrompere le modalità copionali ( ad esempio i sentimenti di ansia, depressione, confusione, etc.). Infine la persona avrà bisogno di apprendere nuove modalità di essere e di agire al di fuori del “copione”.
Uno della assunti fondamentali da cui parla Berne è la conquista dell’autonomia da parte di ogni individuo, che è resa possibile dalla liberazione o recupero di tre fondamentali capacità: consapevolezza, spontaneità e intimità. Autonomia significa capacità di vivere qui e ora (consapevolezza), libertà di esprimere i sentimenti del proprio Genitore, Adulto o Bambino (spontaneità), immediatezza nell’esprimere se stessi, ovvero, in altri termini, la liberazione del Bambino (intimità).

L’Analisi transazionale: campi di applicazione

Nel campo delle applicazioni pratiche, l’Analisi Transazionale fornisce un sistema di psicoterapia utilizzato nel trattamento di disturbi psicologici di ogni tipo: dai problemi della vita di ogni giorno per arrivare a trattare anche forme di psicosi gravi. Inoltre costituisce un metodo di terapia a livello individuale, di gruppo, di coppia e familiare.

Nella terapia analitico-transazionale il paziente stabilisce cosa desidera ottenere dalla propria vita. Lo psicoterapeuta ha il compito di aiutarlo nel definire un obiettivo realizzabile, specifico, osservabile e sicuro. Questo atteggiamento deriva dalla convinzione di base della filosofia analitico transazionale, vale a dire che tutte le persone abbiano la capacità di pensare e, di conseguenza, ciascuno sia responsabile per la propria vita. Se la persona è disponibile a usare le proprie energie per impegnarsi a cambiare, allora lo psicoterapeuta può aiutarla mettendole a disposizione il proprio bagaglio di capacità relazionali e di competenze professionali.

 

Bibliografia

Berne, E. (1964). A che gioco giochiamo. Trad. it. Milano, Bompiani, 1967

Berne, E. (1972). Ciao…e poi? Trad. it. Milano, Bompiani, 1978

Stewart I, Joines V. (1987), L’Analisi Transazionale, guida alla psicologia dei rapporti umani, Garzanti.

Woollams, S., Brown M. (2003), Analisi Transazionale, Cittadella Editrice